Longo: «Abbiamo problemi a livello di testa. In questo momento viviamo l’episodio negativo come un macigno. La squadra è un mese che viene fischiata…»

Le dichiarazioni dell'allenatore biancorosso al termine del match contro la Carrarese.


Nel post gara della partita persa per 2-1 dal Bari sul terreno della Carrarese, Moreno Longo ha tenuto la sua conferenza stampa per analizzare a caldo il risultato finale.

«Nel primo tempo la squadra ha fatto una buona prestazione e stava meritando il vantaggio – ha esordito l’allenatore del Bari – avremmo potuto fare più di un gol per le occasioni create, mentre  non abbiamo fatto un secondo tempo all’altezza».

Il mister dei biancorossi ha poi spiegato ancora più nel dettaglio il pomeriggio vissuto allo stadio “Dei Marmi”: «Fino ad un minuto dalla fine, stavamo facendo una buona partita. Avevamo avuto un buon approccio, ci stavamo rendendo pericolosi e stavamo riuscivamo ad aggredire e a fare quello che avevamo provato. Poi abbiamo commesso una grandissima ingenuità sul gol dell’1-1 perché non puoi permetterti di regalare un gol così ad un minuto dalla fine. Quella punizione andava calciata in profondità e noi l’abbiamo chiesto dalla panchina, ma è stata fatta un’altra scelta e abbiamo preso un gol che ha poi cambiato la gara. Rimanere sull’1-0 alla fine del primo tempo avrebbe cambiato tutto. Siamo rientrati dopo l’intervallo e su una palla inattiva abbiamo preso il 2-1. Questo svantaggio ha creato un risvolto psicologico e ci ha spento la luce. Infatti dopo abbiamo lavorato in maniera confusa, poco ordinata e poco lucida, sbagliando tanto».

Secondo il 49enne piemontese il problema della squadra è soprattutto quindi di natura psicologica: «Credo sia una questione mentale perché in questo momento viviamo l’episodio negativo come un macigno. La squadra è un mese che viene fischiata e di conseguenza i miei giocatori avvertono il peso e la responsabilità di dover riuscire a regalare questo play-off. Nel momento in cui andiamo sotto e non siamo nella condizione mentale di essere leggeri, vengono fuori tutti i nostri lati negativi. Dobbiamo crescere sotto questo aspetto qua perché le difficoltà ci sono e ci saranno sempre, ma bisogna saper reagire e saperle affrontare diversamente, senza perdere la lucidità. Questa è un’analisi che noi facciamo quotidianamente».

A chi gli ha chiesto qualcosa in più sulla condizione fisica della squadra e sui cambi effettuati, il torinese ha così spiegato: «Sappiamo che qualche giocatore non è al top e non lo si può mettere a posto in soli 10 giorni. Dopo le 4 sostituzioni della ripresa, ho messo Falletti e Maggiore a fare le mezzale offensive e due attaccanti vicino. Secondo me hanno lavorato bene, come ci aspettavamo, ed hanno assicurato imprevedibilità, creando anche pericoli. Il cambio di Vicari? Era dovuta all’ammonizione di Simic che stava lavorando in un corpo a corpo continuo con sempre al limite con Finotto e quindi avevamo bisogno di far giocare un giocatore senza ammonizione. Il cambio di Pereiro? Non giocava da un po’ e poteva calare col passare dei minuti».

Quanto all’aver schierato inizialmente due trequartisti: «Con due trequartisti e una punta, la squadra oggi nel primo tempo ha avuto tre quattro occasioni e questo non è da poco. Abbiamo collezionato diversi calci d’angolo, concluso in porta 6-7 volte e Bonfanti ha avuto un’occasione grandissima di testa che ha girato di poco fuori.  I due tre quarti sono andati al tiro un paio di volte. Poi gli episodi hanno naturalmente cambiato la partita».

Il tecnico dei galletti si è congedato con un elogio per la prestazione di un suo giocatore in particolare: «Simic ha giocato bene e non mi ricordo grandissime occasioni create da Finotto. I due hanno duellato e spesso queste contese le ha vinte proprio il nostro difensore».






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